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Mercoledì, 29 Aprile 2009 00:00

Sagra del carciofo - "la Matticella"

Scritto da  Daniele Antonini
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La sagra che celebra il terzo modo, meno conosciuto dei cugini alla romana o alla giudìa, di gustare gli splendidi e prelibati sapori del carciofo nella regione Lazio e, in particolar modo, nei Castelli Romani. Questo piatto prelibato viene preparato seguendo un particolare procedimento, usato ormai da secoli e sembra anche dagli antichi Etruschi, con cui si cucina il Carciofo con una cottura nella cenere.

Questo metodo viene chiamato "alla Matticella" proprio per il fatto che viene cotto nella cenere delle Matticelle, cioè le fasciette composte dai sarmenti della vite e che arriva al suo massimo grado di asciugatura proprio in concomitanza con la completa maturazione del carciofo.

Queste Matticelle producono una particolare e singolare brace molto duratura e profumata che rende questo piatto così unico.
I veri cultori di questa specialità riferiscono che il modo veramente tradizionale di preparare questo piatto è di preparare il fuoco direttamente a terra, magari con il vento di ponente che tiene viva la brace, che in seguito viene distesa in uno strato alto almeno 10 centimetri.

Il carciofo, come vuole l'antica tradizione, viene pulito e sbattuto di testa su un piano, così da farlo leggermente aprire e riempito con sale, trito di mentuccia fresca e foglie d'aglio. A scelta può essere aggiunto anche del peperoncino o altre spezie a propria discrezione, allontanandosi però dalla ricetta originaria.
FAtto questo vengono piantati manualmente all'interno del letto di brace con il gambo rivolto all'ingiù e, con una cannuccia, viene colato al loro interno dell'olio extra-vergine d'oliva in abbondanza.

La cottura procede per circa un ora e, a quel punto, è pronto da gustare, magari sopra una buona bruschetta con olio che esalta il sapore prelibato dell'aroma della vite misto al condimento del carciofo e alla sua essenza stessa.

Letto 1896 volte Ultima modifica il Lunedì, 10 Novembre 2014 11:52

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