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Giovedì, 10 Marzo 2011 13:12

A Nemi il premio di poesia “Diana Nemorensis”

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Aperte le iscrizioni per la seconda edizione del Premio nazionale di poesia "Diana Nemorensis" organizzato dall`Associazione culturale Aeneas Onlus. La partecipazione è aperta a tutti gli autori con testi poetici in lingua italiana, inediti e non premiati in altri concorsi. Ogni autore dovrà inviare 3 poesie ognuna di max 30 versi, in 6 copie ciascuna, di cui una con nome, cognome e firma; la scheda di partecipazione, compilata e firmata e la ricevuta dell’avvenuto pagamento.

La scheda di partecipazione e il regolamento sono disponibili su sites.google.com/site/aeneasonlus. Il termine ultimo per inviare gli elaborati è il 30 aprile 2011. La premiazione avverrà l`11 giugno alle 18:30 presso Castello Ruspoli, Piazza Umberto I, Nemi (Rm) in occasione dei festeggiamenti per la “Sagra delle Fragole” 5-12 giugno. In occasione della premiazione, alle ore 17:00, verrà anche inaugurata la mostra “Opere di Marta Czok”, che rimarrà aperta fino al 19 giugno, presso le Scuderie di Castello Ruspoli.
Il Culto di Diana Nemorensis è un'istituzione religiosa romana celebrata presso il lago di Nemi all'interno di un bosco sacro ove sorgeva il santuario della dea Diana Nemorensis, la Diana dei Boschi.

A Nemi il premio di poesia “Diana Nemorensis” - il culto

Questo culto di origine pre-romana perdurò per tutto l'arco dell'Impero. Il culto di Diana a Nemi si pensa secondo tradizione sarebbe stato istituito da Oreste il quale dopo aver ucciso Toante il re della Crimea si rifugiò in Italia con sua sorella portando con sè il simulacro della Diana Taurica nascosto in una fascina di legna. Il rituale cruento tributato alla dea in Crimea assunse in Italia una forma meno sanguinaria. All'interno del santuario di Nemi cresceva un albero di cui era proibito spezzare i rami, solo ad uno schiavo fuggito era concesso di cogliere una delle sue fronde. Se lo schiavo riusciva nell'impresa acquisiva il diritto di battersi con il sacerdote e se lo uccideva diventava di diritto il Rex Nemorensis.

Stando a quanto dicono le leggende antiche la fronda fatale che staccava lo schiavo era la medesima che per ordine della Sibilla, Enea raccolse per affrontare il pericoloso viaggio nel mondo dei morti. La fuga dello schiavo doveva rappresentare la fuga di Oreste mentre il suo combattimento con il sacerdote adombrava il ricordo dei sacrifici umani alla dea Diana Taurica. La norma che prescriveva di ottenere la successione con la spada rimase in vigore fino all’età imperiale, fra le sue stramberie infatti l’imperatore Caligola, ritenendo che il sacerdote di Nemi fosse rimasto troppo a lungo in carica, assoldò uno uomo per ucciderlo. Fra le testimonianza scritte fra le altre troviamo anche quella di un viaggiatore greco che visitò l’Italia al tempo degli Antonini dove riferisce che nel culto alla Diana Nemorensis il sacerdozio veniva ancora conferito come premio al vincitore di un duello.

Per info: 06 9397320 - 3298868084
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Letto 1487 volte Ultima modifica il Mercoledì, 12 Novembre 2014 11:40

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